9 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE

Il 25 ottobre  si è riunita la Commissione Orari conclusasi con un nulla di fatto, ovvero l’azienda ha portato sul tavolo le matrici dei nuovi turni riguardanti il servizio Tim 119, già belle e pronte e immodificabili. Uno dei “punti qualificanti” dell’accordo del 26 Luglio firmato da Cgil,Cisl e Uil, si rivela un bidone rifilato ai lavoratori Atesia/Almaviva C. in cambio dei passaggi di livello spalmati in 3 lunghi anni e ci chiediamo, alla luce degli ultimi avvenimenti, se mai si realizzeranno. Risulta difficile credere ancora alle tanto sbandierate conquiste ottenute grazie agli accordi firmati dalla triplice; una beffa sembra inoltre la proposta dell’azienda ad alcuni lavoratori in fase di stabilizzazione, di rimanere Lap, ovviamente firmando la liberatoria. Il progetto dell’azienda, esposto chiaramente negli ultimi incontri, è quello di generalizzare il multiskill su tutte le piccole e medie commesse, procedere ad una “razionalizzazione” (tradotto: ritmi di lavoro massacranti) dei servizi Dip2, Dip5, Seat, Inpdap, LeasePlan, cercando di “ottimizzare” le risorse per poi trasferire i lavoratori “non indispensabili” sul servizio Tim 119. In poche parole: turni ultra-flessibili, ritmi di lavoro massacranti e produttività a tutti i costi.  A questa pianificazione non sfuggirà nessuno e non esisteranno servizi più vivibili degli altri dove “mettersi al sicuro”. Ad aggravare la nostra situazione è arrivato l’Accordo del 23 luglio su Welfare e Pensioni, sostenuto da Governo, Confindustria e Sindacati Confederali, che ci vedrebbe condannati, con la defiscalizzazione degli straordinari, ad un part-time a vita e con un salario abbondantemente al di sotto della soglia di povertà. La Legge Biagi viene confermata mantenendo in essere l’ ”esercito di riserva” di lavoratori precari che l’azienda utilizzerà per mantenere bassi i nostri salari e imporci la massima flessibilità di orario, quella che già subiamo da molti anni : turni diversi all’interno della stessa settimana, cambi di matrice repentini, multiskill e trasferimenti da un servizio all’altro a seconda delle esigenze aziendali. Ma queste penose condizioni di lavoro non serviranno all’azienda solo per aumentare la produttività, ma saranno un’arma che utilizzerà per espellere forza lavoro “troppo costosa”, portando il singolo lavoratore all’esasperazione e costringendolo alle dimissioni(soprattutto le lavoratrici madri); questa è una tecnica che ha portato alle dimissioni centinaia di lavoratori dell’ex Cos. Sino a quando fuori da questa azienda ci sarà un lavoratore che potrà svolgere il nostro lavoro ad un costo minore, rimarremo sempre precari malgrado il nostro “caro” contratto a tempo indeterminato!!! Il 9 novembre il Sindacalismo di Base, quello non legato a partiti e che non ha governi amici, ha indetto lo Sciopero Generale per dire no a questo scellerato accordo che va contro gli interessi dei lavoratori tutti, giovani e meno giovani, che ci manda in pensione a 62 anni e che non ci garantisce una vecchiaia dignitosa come i nostri genitori.

 

Ma per i lavoratori di Atesia/Almaviva C. il 9 novembre ha un’importanza fondamentale: far capire all’azienda che i lavoratori non sono disposti  a piegarsi alle inaccettabili esigenze aziendali.

 

29 ottobre 2007

COBAS ALMAVIVA C. / ATESIA

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