L’accordo firmato il 27 luglio da Cgil-Cisl e Uil è l’ennesimo accordo al ribasso imposto ai lavoratori Almaviva C.- Atesia - Alicos. Dopo la chiamata alle armi estiva di tutti i lavoratori, il risultato finale non è molto dissimile dalle proposte aziendali precedenti la mobilitazione. La proposta dell’azienda nei primi di luglio era stata di un 20% nel 2007 e un altro 20% nel 2008 (anche se indiscrezioni parlavano di un ultimo rilancio aziendale del 30%+30%) per i lavoratori con due anni di anzianità. Questa proposta è stata ritenuta “scandalosa e offensiva “ dai sindacati confederali che combattivi hanno indetto lo sciopero. Adesso l’accordo prevede
20% nel 2007 - 30% nel 2008
- 20% nel 2009 - 30% nel 2010
ossia il passaggio dal 3° al 4° livello nell’arco di 36 mesi, con l’ultima
trance che avrà luogo nel giugno 2010!!! In questi 3 anni che ci separano
dal giusto inquadramento professionale, come l’azienda ci ha abituati, potrebbe
accadere di tutto: cassa integrazione, mobilità, congiuntura economica sfavorevole,
ecc. che ovviamente farebbero slittare il tutto. Un passo indietro da parte dell’azienda
è stato fatto il 10 settembre con una lettera di Marco Tripi ai colleghi di
Palermo e Misterbianco con la quale si paventa l’impossibilità di attuare i passaggi
di livello a causa di una fantomatica concorrenza sleale delle aziende
concorrenti.
Altra questione inaccettabile contenuta nell’accordo è la
totale esclusione di tutti i dipendenti Atesia neostabilizzati, con un’anzianità
in alcuni casi superiore ai 7 anni, che oltre ad aver rinunciato a tutto il
pregresso si vedono rimandare la questione del loro giusto inquadramento al
2010. Per quanto riguarda il premio di produzione, turni e incremento
dell’orario, si procede semplicemente ad un rimando nell’affrontare le suddette
questioni.
Ma le critiche che noi rivolgiamo a questo accordo sono le
stesse critiche che le Rsu Cgil e Cisl hanno espresso nello “spettacolare”
volantino diffuso il 25 luglio dal titolo “RABBIA!!!” che si è trasformato
magicamente 2 giorni dopo, senza nessuna variazione dell’accordo, in un
comunicato dal titolo “UN ALTRO RISULTATO QUALIFICANTE”. Questo repentino
cambiamento di giudizio in merito ai contenuti dell’accordo è spiegabile
soltanto con la sudditanza delle Rsu confederali alle decisioni delle
Segreterie Nazionali che hanno gestito la “vertenza” e che continuano ad
escludere i lavoratori da qualsiasi ambito decisionale.
Questa mancanza di
autonomia di giudizio e azione delle Rsu confederali diventa ancora più
preoccupante se pensiamo alle questioni che SPERIAMO vengano sottoposte ai
lavoratori nei prossimi mesi: rinnovo del biennio economico, riforma delle
pensioni e accordo sul Welfare; Accordi sottoscritti da Cgil Csl e Uil secondo
logiche economiche ( la gestione del Tfr con banche e aziende) e politiche (sostenere
il governo Prodi pieno di ex sindacalisti ed evitare crisi di governo) che
niente hanno a che fare con gli interessi dei lavoratori!
SE AVRANNO IL CORAGGIO DI FARCELO VOTARE
DICIAMO NO ALL'ACCORDO!!!
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