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…crisi aziendale?!?! Indovina chi ci rimette!!!
 

Ancora una volta la Cgil, il grande sindacato che infarcisce i suoi comunicati e i suoi discorsi con parole come democrazia, partecipazione e quant’altro, tradisce nella pratica quale è il suo alto concetto di democrazia, imponendo regole a tutti i lavoratori di Atesia e Almaviva C.: nessuno può partecipare alle trattative con l’azienda se non fa parte delle caste burocratico-affaristiche confederali o se non è una sua diretta emanazione (Rsu Cgil-Cisl e Uil). Quindi nè una sola Rsu di altri sindacati, né alcun lavoratore potrà essere presente alle trattative.
 

E’ stato questo il diktat del segretario nazionale della SLC-CGIL Alesssandro Genovesi che ha causato lo spostamento dell’incontro al 6 novembre. Questo stesso personaggio, non legittimato da nessun passaggio democratico a ricoprire quel ruolo (nessun tesserato Cgil è mai stato interpellato a riguardo), ha dichiarato davanti alle 2 Rsu Cobas presenti al previsto incontro (non sappiamo se si possa parlare di provocazione o di gaffe): “in questo modo evitiamo il problema Cobas” palesando le vere motivazioni di tanta rigidità. 

L’obiettivo diviene subito chiaro: escludere qualsiasi elemento di “disturbo” (Cobas o lavoratore che sia) che possa far trapelare le informazioni dal quel circolo amicale e chiuso Azienda-Sindacati Confederali. 

Quindi riproporre in tutta tranquillità quello schema a cui ormai ci hanno abituati: firma dell’accordo-bidone – nessun momento di discussione pubblica nel merito – sindacalista di professione che indora la pillola in assemblea con immediata votazione farsa per alzata di mano nel caos totale. 

Ovviamente l’azienda accetta volentieri la richiesta e si ritrova totalmente d’accordo con la Cgil sia in questa occasione, sia nella precedente ovvero negare il diritto di assemblea alle Rsu Cobas.

Nelle poche ore passate all’Unione Industriale, prima del rinvio dell’incontro, abbiamo sentito nominare più volte dal segretario naz. Cgil la parola «multiperiodale»: una settimana lavori 4 ore, due settimane 6 ore ecc. ovviamente tutto concordato con i sindacati che impediranno che l’azienda se ne approfitti. Credeteci!!!

Quello che si prospetta è l’ulteriore accettazione da parte dei sindacati confederali delle richieste di Confindustria ovvero pochi spiccioli in più (nel nostro caso i pochi passaggi a 6 ore certi) in cambio di un aumento della flessibilità.

Vuol dire regalare ad una azienda che piange miseria da anni, la totale sottomissione dei lavoratori alle esigenze di impresa in cambio di un salario abbondantemente al di sotto della soglia di povertà.

Invitiamo tutti a vigilare affinché non si partorisca

l’ennesimo accordo-bidone ai danni dei lavoratori!!!

Autorganizzati dal basso nei Comitati di Base!!!

UNISCITI AI COBAS !!!

 

COBAS ATESIA-ALMAVIVA C.








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