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…i diritti dilazionati Dopo anni di attesa, vertenze stranamente lente e molte
chiacchiere, un numero esiguo di lavoratori è stato convocato dall’azienda per
vedersi assegnato il tanto agognato 4 livello. Il percorso che ancora dovranno
affrontare il resto dei lavoratori è ancora molto lungo : tutta la “complicata
operazione” si concluderà nel giugno 2010 e,
in considerazione del fatto che la prima tranche di assegnazioni è
iniziata con più di 3 mesi di ritardo, pensiamo si andrà ben oltre quella data;
per non parlare dei lavoratori Atesia neo-stabilizzati esclusi dall’accordo. I
primi lavoratori a beneficiarne hanno un’anzianità di circa 10 anni benché il
nostro CCNL preveda il passaggio dal 3 al 4 livello dopo soli 2 anni !!! Tutto questo a causa di un accordo che
dilaziona in tre anni i passaggi e, cosa ancora più vergognosa, lascia
all’azienda la totale discrezionalità nell’assegnazione dei livelli. Infatti nell’accordo
firmato da Cgil, Cisl e Uil il 17 dicembre 2007 si legge chiaramente “I passaggi avverranno utilizzando i
seguenti criteri in ordine di priorità: professionalità acquisite, anzianità
aziendale e carichi di famiglai e anzianità anagrafica”. La “professionalità acquisita” (che tradotto vuol dire:
decide l’azienda a chi assegnare il 4 livello) come criterio prioritario è
stato accettato dai sindacati Confederali firmando l’accordo e lasciando
all’azienda la possibilità definirlo liberamente: 180 gg di malattia nei 3
anni, 60 gg malattia breve nei 2 anni precedenti, provvedimenti disciplinari
nel 2007 e vertenze in corso non soddisfano questo requisito. Questi requisiti erano noti alle Rsu e alle Segreterie
Territoriali da almeno 2 mesi. Inspiegabile
un comunicato delle Rsu Cgil,Cisl e Uil del 13/02/2008 che afferma “Il criterio principale di assegnazione del
livello sarà “professionalità acquisita”…a parità di anzianità contrattuale si
applicherà anche il criterio della “professionalità acquisita”…” che
mistificava in modo eclatante la realtà delle cose. La stessa” inesattezza” è
stata sostenuta nelle assemblee presso la sede di Hp. Adesso il problema per la
triplice diventa la liberatoria che l’azienda ha sottoposto ai lavoratori e più
precisamente quella parte che specifica “…con
compensazione delle eventuali spese legali.” che
costringerebbe Infatti in un
comunicato del 27 marzo Ma cosa è stato definito con le organizzazioni sindacali? Il criterio
“professionalità acquisite” e i requisiti che lo soddisfano? Cosa centra la
malattia e i provvedimenti disciplinari con la professionalità. Quale perdita
di professionalità comporta l’assenza per 180/60gg di malattia per lavoratori
che hanno un’anzianità di 8-9-10 anni?!? Chiediamo allora alle Rsu Cgil,Cisl e Uil e alle Segreteria
territoriali e nazionali di rendere pubblico ciò che è stato definito tra
azienda e sindacati per permettere ad ogni singolo lavoratore di rivendicare i
propri diritti. Nel frattempo ci accerteremo con i nostri legali se sia
possibile, malgrado un accordo sindacale che rende le cose più difficili,
impugnare l’attuazione dell’accordo con i requisiti che l’azienda sta
applicando. | ||||
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