Con
lo stesso intento, nella precedente riunione della Commissione (vedi
verbale del 26 maggio), abbiamo acconsentito allo slittamento della
data ultima di consegna delle liste dei candidati, nonostante la nostra
lista sia stata presentata nei tempi dovuti. Questo posticipo ha
suscitato un notevole nervosismo nelle fila della Cgil, manifestato con
l’invio a molti lavoratori di sms contenti frasi quali “…strane
alleanze. Cisl, Uil e Cobas non vogliono fare elezioni subito…
solo Cgil vuole passaggio democratico entro giugno…” e un comunicato dove si richiedono le elezioni in tempi rapidi.
Tutta
questa fretta appare molto singolare dopo i 5 mesi di ritardo con cui
è stato dato avvio alle procedure per le elezioni.
Diciamo
questo perché l’art.1 -parte seconda- del suddetto Accordo
Interconfederale, menzionato dalla stessa Cgil nel suo comunicato,
recita : “Almeno
tre mesi prima della scadenza del mandato della Rsu le associazioni
sindacali… congiuntamente o disgiuntamente, o la Rsu uscente,
provvederanno ad indire le elezioni mediante comunicazione da affiggere
nell'apposito albo…”.
Le elezioni,
secondo l’accordo, sarebbero dovute essere indette almeno entro
gennaio, vista la scadenza a marzo delle Rsu; inoltre, all’art. 6
-parte prima- dello stesso si legge:“I componenti della Rsu restano in carica per tre anni, al termine dei quali decadono automaticamente…”
Ne
consegue che da marzo, chi ha continuato a firmare comunicati come
Rsu/Rls Cos e a incontrare l’azienda sottoscrivendo anche
documenti relativi alla sicurezza, lo ha fatto in maniera illegittima e
senza un regolare mandato da parte dei lavoratori della Cos.
Dopo
tutti questi ritardi e irregolarità, cui le nostre ex-Rsu Cgil
non sono nuove (ricordiamo a tutti la loro auto-sospensione del tutto
arbitraria e illegale comunicata nel volantino del 09/10/2006), e
malgrado nello stesso regolamento (art. 2 seconda parte) si specifichi
che:“Le
organizzazioni sindacali dei lavoratori stipulanti il presente accordo
favoriranno la più ampia partecipazione dei lavoratori alle
operazioni elettorali…”si
pretende di svolgere tutto l’iter elettorale nell’arco di
circa 20 giorni e fissare il giorno delle elezioni nel periodo di ferie.
Ritenendo
il dibattito pubblico fondamentale per arrivare ad una scelta
consapevole, chiediamo a questi “difensori della
democrazia”, il numero di assemblee convocabili in un tempo
così ristretto, soprattutto in ragione della dislocazione dei
lavoratori su 3 sedi; o dobbiamo pensare che qualcuno voglia ridurre il
dibattito ai “discutibili” comunicati affissi negli ultimi
mesi dalla Cgil?
Chiedere elezioni
entro giugno vuol dire non rispettare le regole e non ritenere
indispensabile la massima partecipazione dei lavoratori al dibattito;
interpretare una legittima e ragionevole richiesta come una
“strana alleanza “ è solo frutto di una logica
che antepone gli interessi della propria organizzazione sindacale agli
interessi di tutti i lavoratori e mira a trasformare le elezioni in un
“affare” tra burocrati.