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FINANZIARIA. Manovra, 80 pagine di tagli

Il testo passa al Parlamento con voto di fiducia. Università privatizzate,Ministeri martoriati (-11 miliardi all'Economia) e sanità senza fondi. Di Antonio Sciotto
 
Il decreto fiscale che contiene la manovra finanziaria è stato approvato ieri sera dalla Camera con voto di fiducia, e intanto è consultabile (scaricando il pdf) dal sito del ministero dell'economia (www.mef.gov.it). Ottanta pagine di tagli e di deregolamentazione del lavoro, che renderanno più precarie non solo le persone, ma anche i servizi pubblici. Impossibile riassumere in un articolo l'intero contenuto, ma ci limiteremo a segnalare le «chicche» più evidenti. Tra le altre cose, ci sembra che parli più di tutte (l'abbiamo isolata in un box qui sotto) quella norma che porta l'orario di lavoro dei medici ospedalieri fino a un massimo di 80 ore settimanali: un vero abominio, per le persone che lavorano - ovviamente - ma ancor più per chi usufruisce di servizi già disastrati come i pronto soccorsi e le corsie degli ospedali, essenziali per chi non può permettersi le cliniche private. Già solo da questa «normicina» si può capire l'idea del pubblico che ha il governo. Ma poi è preoccupante leggere come, con assoluta nonchalance, si dà la possibilità alle Università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, con il semplice voto a maggioranza del Senato accademico: insomma, un Senato accademico contingente - con tutto il rispetto - può disporre di un bene pubblico.

Novità anche sulla «card» elemosina riservata agli anziani e pensionati poveri (quella che si dovrebbe tradurre in 400 euro annuali di sconti-spesa): verrà finanziata con un fondo di 260 milioni di euro per il 2008, alimentato per 200 milioni dalla «Robin Hood tax» riservata ai petrolieri (la quale, tra l'altro, verrà applicata sulle aziende petrolifere che hanno ricavi superiori a 25 milioni di euro annui). Altri soldi verranno dalla tassazione degli utili delle coop: l'aumento al 20% della tassazione sugli interessi corrisposti dalle coop ai soci frutterà 22,1 milioni l'anno in più tra il 2008 e il 2010; inoltre, sempre per le coop, sale dal 30% al 55% la quota degli utili netti annuali destinati a formare la base imponibile.

Molti dei miliardi attesi verranno da tagli pesanti ai bilanci dei ministeri: 11 miliardi verranno dal solo ministero dell'Economia. Ecco dunque l'elenco: l'Economia si vedrà decurtati 2,8 miliardi nel 2009; 3,1 nel 2010 e 5,7 nel 2011. Segue lo Sviluppo economico, con un «contributo» triennale di oltre 4 miliardi. Il Lavoro contribuisce per 441 milioni (212 nel 2009, la gran parte da Diritti sociali, solidarietà e famiglia), come pure la Giustizia, con 443 milioni (211 nel 2009); la Farnesina darà 378 milioni (195 nel 2009, soprattutto dalla missione Italia in Europa e nel mondo); all'Istruzione saranno sottratti 769 milioni, specie a Scuola e Università; il Viminale avrà 778 milioni in meno, soprattutto per ordine pubblico e sicurezza (-480 milioni); l'Ambiente si vedrà tolti 255 milioni, quasi tutti allo Sviluppo sostenibile e tutela del territorio; le Infrastrutture toccano i 751 milioni in meno (specie per Diritto alla mobilità e Logistica); la Difesa cede 813 milioni; Politiche forestali 215 milioni; Beni culturali 423, quasi tutti sottratti a Tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Ridotto di 170 milioni l'anno l'aiuto ai Paesi in via di sviluppo. Il ministero delle Politiche agricole dovrà subire un taglio nel solo 2009 di 174 milioni.

Nel decreto si quantificano anche gli oneri per la piena cumulabilità per i redditi da lavoro e pensione: si tratta di 290 milioni ogni anno, dal 2009 al 2011. Ma i dolori arrivano quando si parla delle spese della sanità, anche queste notevolmente ridotte: verranno tagliati 5 miliardi di euro tra il 2010 e il 2011, né è stato ancora scongiurato il rischio dei ticket imposti sulle ricette di analisi e specialistica. Il finanziamento per il 2009 resta «fermo», mentre tra il 2010 e il 2011 i tagli alla Sanità saranno complessivamente pari a 5 miliardi: 2 nel 2010 e 3 nel 2011, spiega la relazione tecnica che accompagna la manovra.

Nella relazione si dà per scontata l'ipotesi che le regioni possano reintrodurre i ticket da 10 euro. Il testo spiega che «nei conti della pubblica amministrazione il livello di spesa tendenziale per il triennio 2009-2011 è rispettivamente pari a 111,592, 116,007 e 120,656 miliardi di euro», e che «questo livello sconta la piena realizzazione delle manovre di contenimento della spesa da parte delle regioni sottoposte ai piani di rientro nonché la piena efficacia della manovra prevista dalla Finanziaria 2007» (quella che imponeva i ticket).








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