Un Nobel poco
pacifista
di
Christian Elia - da peacereporter.net
Al Gore vince il Premio Nobel per
Il Nobel per
Gore condividerà il prestigioso riconoscimento con il il
Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell'Onu (Ipcc).
Da politico cinico ad ambientalista. E' infatti nella sua
nuova veste di paladino dell'ambiente che Gore viene premiato, e non per la sua
passata carriera politica, che si concluse con la sconfitta elettorale contro
George W. Bush nel 2000.
Figlio del senatore democratico Albert Gore Sr., si è
laureato ad Harvard nel 1969, prima di partire per il Vietnam, dove lavorò come
giornalista, caratterizzandosi per una serie di reportage contro la guerra.
Posizioni pacifiste che, quando iniziò la carriera politica nel 1976, venendo
eletto al Congresso, Al Gore mise ben presto da parte, sacrificandole
sull'altare della realpolitik.
Nel 1992 infatti, Bill Clinton lo scelse come vice
presidente e la coppia vinse le elezioni, confermandosi quattro anni dopo per
un secondo mandato. L'amministrazione Clinton si qualificò per un interventismo
militare all'estero che, dopo il fallimento del Vietnam, sembrava essere stato
consegnato agli archivi della storia dalla politica di Washington.
Le inique sanzioni. Dopo il primo attacco all'Iraq, nel
1991, e prima dell'invasione del paese mediorientale nel 2003, il regime di
Saddam Hussein rimase un obiettivo fisso del governo Usa, nel quale Gore aveva
un posto di rilievo. Continui bombardamenti, nel silenzio assordante dei media,
continuarono a flagellare l'Iraq, la cui popolazione era già ridotta allo
stremo dalle sanzioni dell'Onu.
La linea della nuova amministrazione, nel 1993, rimase
fedele a quella precedente, restando in Somalia fino al 1993, per quell'operazione
Restor Hope, considerata ancora oggi una delle pagine più nere delle missioni
all'estero degli Stati Uniti.
Ma non di solo Iraq si è nutrita l'amministrazione
Clinton, intervenendo nel
L'anno prima invece, due attentati colpirono le ambasciate
Usa in Kenya e Tanzania, e la coppia Clinton – Gore reagì brutalmente, inviando
i caccia Usa a bombardare presunte basi di terroristi in Sudan e Afghanistan.
Un premio discusso. Un biglietto da visita molto poco
pacifista. Ma Gore oggi riceve il premio dedicato all'inventore svedese che con
la dinamite si era reso conto dell'elevato potere distruttivo che può avere il
progresso scientifico. Chissà quindi se oggi Alfred Nobel sarebbe contento
dell'onorificenza ad Al Gore, che però, come detto, viene premiato come
ambientalista.
Uscito di scena dalla grande politica, Gore ha riscoperto
l'antico amore per il giornalismo, girando "An inconvenient Truth",
un lungometraggio che illustra i pericoli e le ripercussioni che il
riscaldamento globale causa alla Terra. Presentato al Festival di Cannes, ha vinto quest'anno il Premio Oscar
come migliore documentario e miglior canzone. Quest'anno, seguito e sostenuto
da un nutrito codazzo di star di Hollywood, ha organizzato il concerto Live
Earth, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del 'global warming'.
Non è stato però questo il primo lavoro dedicato ai temi
ambientalisti. Gore infatti, nel 1992, scrisse il libro Earth in the Balance
("Terra in equilibrio"), sulla conservazione ambientale.