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EURISPES: L'inflazione all'8%. Gli stipendi italiani tra i più bassi d'Europa. I lavoratori sono pagati in lire ma comprano in euro.

Fonte: RAINEWS24 Lunedì, 25 Febbraio 2008

Un patto post-elettorale tra le forze politiche per frenare l'inflazione arrivata ormai all'8%. A chiederlo e' Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes, secondo il quale "la sola via d'uscita e' avere il coraggio di guardare in faccia la realta'. Una situazione grave come quella che stiamo vivendo dovrebbe indurre le forze politiche, una volta superata la fase elettorale e indipendentemente dal risultato, a fare fronte comune per gestire un'emergenza che rischia di trascinare il Paese verso un irrecuperabile declino".

Dal 2001-2005 infatti l'Eurispes ha calcolato una crescita complessiva dell'inflazione del 23,7%. Dopo una fase di stasi, spiega l'istituto di ricerca, l'inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5% e ha registrato negli ultimi mesi del 2007 e in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all'8%. In considerazione di questo andamento, "la perdita media del potere d'acquisto tra le diverse categorie si e' ormai attestata intorno al 35%".

Vi sono moltissime coppie, specie quelle piu' giovani, prosegue l'Eurispes, che "per arrivare a fine mese" si fanno ancora aiutare dalle rispettive famiglie di origine. In molti altri casi, invece, il marito o la moglie saranno costretti a trovare un secondo lavoro per far fronte alle esigenze familiari. "Secondo i nostri calcoli - continua Fara - il reddito delle famiglie viene integrato ogni mese con 1.330 euro "in nero", necessari affinche' si possano far quadrare i conti.Gli italiani insomma sono sempre piu' costretti ad essere stakanovisti per sopravvivere".

Secondo quanto appurato dal centro studi all'inizio di quest'anno, solo poco piu' di un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare alla fine del mese. In parallelo, l'aumento del credito al consumo nel nostro Paese "non e' dovuto ad un dinamismo economico, ma solo dettato dalla necessita'".  

Un italiano su quattro ricorre al credito al consumo per arrivare alla fine del mese. "A cio' si aggiunga - conclude l'Eurispes - che gli stipendi italiani sono tra i piu' bassi d'Europa. Questo perche' essi non sono stati adeguati alla crescita dell'inflazione reale. In pratica i lavoratori sono pagati in lire, ma comprano in euro. Perdita del potere d'acquisto, dunque, salari tra i piu' bassi d'Europa, aumento vertiginoso dei prezzi dei beni, anche quelli di prima necessita', ricorso al credito al consumo come forma di integrazione al reddito".





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