…vedere 2 metri avanti…per restare 3 anni indietro!!!
Il 21 e 22 giugno
si svolgeranno le elezioni per la nomina delle Rsu della Cos e da circa
2 sett abbiamo visto tonnellate di carta riversate sulle bacheche
con un impiego di energie da parte delle ex Rsu che se solo fossero
state investite nel momento di reale bisogno (distacchi e
chiusura di Torrespaccata) , forse non ci troveremmo in questa
situazione di precarietà generale: su quale servizio
lavorerò, con quali turni, quanto durerà la
campagna, quando andrò in ferie? Tutto questo non fa che
aumentare l’insicurezza e i livelli di stress psicofisico, di per
se già alti per la maggior parte di noi che lavoriamo su turni.
E stato
scientificamente provato, che il solo lavoro su turni provoca effetti
negativi sulla salute degli “operatori” oltre a
compromettere i rapporti sociali e affettivi. Per non parlare dei
sovraccarichi di lavoro, il continuo cambiamento di commessa, la
continua gestione degli imprevisti che aumentano la drammaticità
della nostra condizione. Tutte queste conseguenze hanno in sintesi una
sola causa: la totale flessibilità del lavoro gestita
unilateralmente dall’azienda. Questa causa fondamentale pensiamo
non possa essere eliminata , come pensano alcuni, con soluzioni
frammentarie e provvisorie che cambieranno con il variare delle
commesse ed esposte in assemblea con una serie interminabile di numeri,
orari, fasce orarie ,entrate ecc. che nessuno riesce ad afferrare.
Facciamo una domanda a tutti: ma voi avete capito quali saranno le proposte di Cgil, Cisl e Uil sugli orari?
A questo problema
pensiamo si debba porre rimedio con una piattaforma unica che imponga
dei limiti alla gestione unilaterale degli orari da parte
dell’azienda e da applicare a tutti i lavoratori che,
indipendentemente dalla commessa, lavorano su turni. Per questo abbiamo
formulato, non una “Piattaforma dei Cobas”, ma una serie di
proposte da discutere soprattutto con i lavoratori che ogni giorno
vivono sulla loro pelle la precarietà - che evidentemente non si
risolve con un contratto a tempo indeterminato part-time- e con
chiunque sia disponibile ad un confronto serio e trasparente ma prima
di tutto con chi dimostrerà di mettere da parte gli interessi
personali e della propria organizzazione sindacale per guardare agli
interessi generali.
Pensiamo che questa
qualità non sia scontata, sia perché in questi 3 anni
abbiamo assistito a spettacoli non propriamente decorosi delle nostre
ex Rsu (vedi distacchi e chiusura di Torrespaccata), sia
perchè Cgil, Cisl e Uil si siederanno, sì ai tavoli con
l’azienda, ma per gestire i 21 miliardi di euro l’anno del
Tfr estorto con il silenzio-assenso ai lavoratori e che finiranno nei
Fondi Pensione di Categoria gestiti da Azienda e Sindacati–
nel nostro caso Fondo Telemaco. Il conflitto di interessi
è evidente e non possiamo trascurarlo. I Cobas, malgrado
non abbiano posti da assegnare in strutture prov. e regionali con
conseguenti permessi retribuiti da utilizzare, né stipendi da
elargire ai propri aderenti sono presenti con le proprie Rsu nella sola
città di Roma in Telecom, Tim, 3, Telecontact e in altre aziende
del settore e non sono sicuramente l’ “armata
brancaleone” che la Cgil cerca goffamente di descrivere nei suoi
volantini.
I Cobas si sono
opposti con forza alle esternalizzazioni ( cessioni di rami
d’azienda) sottoscritte da Cgil, Cisl e Uil nel settore, che
hanno portato in Telecom alla perdita di migliaia di posti di lavoro(
3000 lavoratori, per un totale di 15 cessioni complessive con il 30% di
lavoratori licenziati). Non ultima in febbraio
l’esternalizzazione dei 270 lavoratori Wind del call center di
Sesto San Giovanni ( MI ), ceduti alla Omnia Network Srl, con un
appalto di 5 anni ( vedi servizi su Anno Zero e Report). In pratica si
sono visti trasformare il proprio contratto in un contratto a tempo
determinato di 5 anni, visto la facilità di licenziamento che
una Srl permette e non avendo garantita neanche la cassa integrazione.
I lavoratori non hanno accettato l’accordo firmato da Cgil, Cisl
e Uil: più di 200 di loro l’hanno impugnata in tribunale e
hanno revocato la delega al sindacato stesso a trattare per loro la
cosiddetta “armonizzazione" contrattuale e retributiva nella
nuova azienda ( per info http://noesternalizzazionewind.blogspot.com/ ).
Non vogliamo
però sottrarci ad alcune considerazioni sull’ultimo
volantino “berlusconiano” della Cgil che per 80% si
riferisce ai Cobas, riprendendolo in alcuni punti:
Stabilizzazione dei
precari in Atesia : chiediamo alla Cgil chi ha chiamato gli Ispettori
Del Lavoro in Atesia con la conseguente sentenza che ha costretto
l’azienda a proporre le stabilizzazioni. Chi ha seguito negli
incontri pubblici la dirigenza aziendale in giro per Roma denunciando
l’utilizzo di lavoratori precari dall’azienda. Chi ha
portato sui giornali il gruppo Cos ogni settimana danneggiandone
l’immagine? Chi ha tappezzato Roma di manifesti? La Cgil? Non ci
risulta come non ci risulta che le nostre ex Rsu abbiano partecipato
alla lotta dei lavoratori Atesia.
Sentenza Acea: com’è possibile che mancando ancora 2 gradi
di giudizio, si dia per vinta questa vertenza malgrado ci siano
migliaia di precedenti di cause ( mediamente durano 5 anni) vinte in
primo grado e poi perse in cassazione? Augurandoci che l’esito
sia positivo, non ci risulta che una vertenza legale portata avanti da
avvocati, sicuramente validi, possa essere ricondotta all’operato
di una Rsu che si sarà limitata al massimo a fornire la dovuta
documentazione.
Aumento dell’orario di lavoro: com’è possibile che
l’azienda ci conceda senza un minimo di conflitto l’aumento
dell’orario di lavoro, quando il quadro giuridico ( legge Biagi )
è rimasto invariato permettendo all’azienda di continuare
liberamente ad assumere interinali, apprendisti, e inserimento (lo sta
già facendo su Tim)e quando ci si appresta, con la discussione
in corso tra Governo, Confindustria e Sindacati, ad attuare la
de-contribuzione e de-tassazione degli straordinari?
Accordo di Dicembre 2006: in questo accordo non c’è
scritto nulla di rilevante ma soltanto una generica
disponibilità dell’azienda, subito disattesa, a discutere
su 4 livello, premio di risultato e turnazione. Invitiamo tutti i
colleghi a leggerlo ( richiedetelo all’indirizzo:
info@cobasalmaviva.org)
La verità
che sta emergendo, e che le stesse ex Rsu hanno ammesso a mezza bocca
nelle assemblee, è che l’azienda non è disposta a
cedere né sul 4 livello, né sulla questione orari ( come
si evince dai comunicati ufficiali che le Ex Rsu si guardano bene da
affiggere) e che servirà una iniziativa sindacale seria per
raggiungere l’obiettivo. Ma quello che ci chiediamo è se
la Cgil sarà in grado di fare la “voce grossa”,
indire scioperi recando danni economici a questa azienda,
quando il giorno dopo dovrà d’amore e d’accordo
gestire e investire insieme alla stessa, le migliaia di euro del Fondo
Pensione Telemaco sui mercati finanziari. Noi abbiamo qualche dubbio e
speriamo che qualche dubbio sorga anche ai lavoratori.
Ci rivolgiamo
infine alle decine di lavoratori che stanno portando avanti le varie
vertenze con la Cgil, e a cui e’stata “estorta” la
tessera sindacale ( i Cobas stanno seguendo con i loro avvocati la
vertenza Poste Italiane, senza chiedere tessere a nessuno!)
IL VOTO E' SEGRETO!!!